Arte

Il Castello di Jerago, ben conservato e successivamente ristrutturato secondo i dettami dell'epoca, con in più i comfort della modernità, oggi apre le porte agli amanti dell'arte e dei luoghi incrociati dalla storia e dalla letteratura.

Situato su un poggio fuori del paese, il castello è una delle più grandi e meglio conservate fortezze del territorio varesino. L'attuale struttura risale al sec. XII ma poiché alcuni affreschi nella cappella di S. Giacomo si possono far risalire ai secoli IX-X si pensa esistesse già un insediamento precedente.

Architettura

Un atto testamentario del 1493 relativo a una divisione di beni fra Bernabò e Gaspare Visconti, figli di Azzone, testimonia che la struttura della fortezza già alla fine del XV secolo rispecchiava nel complesso le caratteristiche del palazzo ancora esistente.
Il palazzo si sviluppa su una pianta a U rivolta a ovest, con tre corpi di fabbrica principali e il quarto lato chiuso da un muro ribassato rispetto al resto della struttura.
Al corpo centrale del palazzo fu aggiunto, probabilmente nel corso del XVI secolo, un edificio rustico a pianta rettangolare collocato a breve distanza dall'ala nord. Il fabbricato è terminato da una torretta che attraverso un'opera di muratura si collega a un'ulteriore piccola torre, addossata all'angolo nord-orientale del castello.
Privo di torri angolari già dalla fine del XV secolo, presentava sulla sommità beccatelli e merlature che sono ancora in parte visibili sul lato est e sud, sebbene alla fine del '700 fu realizzata la copertura del tetto.
Sopra il portone di accesso al castello è possibile osservare uno stemma della famiglia Bossi (il bue).

Pittura

NEL CASTELLO
Alla fine del '700 l'edificio è stato adattato a residenza signorile, con l'apertura di ampie finestre con soffitti decorati.
Due di questi decori murari raffiguranti uccelli, sono collocati nelle stanze private del castello e si devono a Carlo Antonio Raineri (1767-1826) quel "pittore di animali e fiori a tempera e all' acquarello" che "per i suoi rari talenti era amato e protetto dai nostri patrizi", come si legge ne "Le glorie dell' arte lombarda" ossia illustrazione storica delle più belle opere che produssero i Lombardi in pittura, scultura ed architettura dal 590 al 1850 di Luigi Malvezzi.
Il Raineri insieme con il figlio Vittorio, era peraltro notissimo e ricercatissimo tra le grandi famiglie dell'aristocrazia lombarda.

CHIESETTA DI SAN GIACOMO
Di particolare interesse sono gli affreschi presenti nella piccola chiesa romanica appartenenti ad epoche diverse tra cui spicca, a sinistra della porta di ingresso, l'immagine, del XV secolo, di una Madonna col Bambino che benedice una figura in preghiera, forse un esponente della famiglia Visconti, come sembra testimoniare lo stemma della famiglia presente nell'iscrizione dedicatoria.
Sotto le due nicchie, ricavate nello spessore del muro troviamo la raffigurazione di una splendida palma, un diacono probabilmente rivolto verso un altare con un accolito con tonsura. Il dipinto realizzato a fresco-secco puo' essere datato precedentemente all'anno mille.
L'intera parete a sud era occupata da un ciclo dedicato a San Giacomo, dall'ingresso verso l'altare.
Restano minime tracce delle scene che precedono il martirio significativamente prossime vicino all'altare che dovrebbero risalire al XII secolo.
L'abside presenta il tema del Cristo in mandorla circondato dai simboli degli evangelisti e degli apostoli.
Nell'ottocento la Cappella era stata completamente intonacata con un vistoso cielo blu e lo stato attuale è dovuto al restauro avvenuto nel 1960.
(Approfondimenti nella pagina Storia.)