Natura

Consultando la documentazione d'età medievale relativa a Jerago e al suo territorio, è cosa frequente imbattersi nella menzione di una località definita «mons sancti Jacobi», monte San Giacomo. Sul rilievo, che naturalmente esiste tuttora, sorge il castello visconteo di Jerago, preceduto dall'oratorio romanico intitolato a san Giacomo da cui prendeva nome la collina (dal libro Percorsi Castellani).
Il castello, dopo essere stato per secoli di proprietà dei Visconti, passa alla famiglia Bossi e, da fortezza diviene residenza signorile nel 1756.
Questi aprirono le finestre verso l'esterno e realizzarono due ampi terrazzamenti verdi, ricchi di piante e fiori profumati, un giardino rinascimentale risalente alla seconda metà del XVIII sec.

Il castello è circondato da boschi e prati, un ambiente ancora abbastanza intatto e raro, che si estendono fino a raggiungere il parco del Ticino e dall'alto è possibile ammirare le cime dell'alto massiccio montuoso delle Alpi: il Monte Rosa. Nelle giornate limpide al tramonto del sole, la catena montuosa si colora di rosa.

Il castello in 4 stagioni

Il paesaggio si presenta ricco di contrasti cromatici, e ogni stagioni ha proprie tonalità e sfumature di colori, profumi e suoni.
In autunno i prati e il bosco incantano lo sguardo di rosso e arancio acceso. Il vento fresco attraversa gli alberi e poi avvolge il castello, quasi coccolandolo, e lo prepara ad accogliere la candida neve donata dal vicino Monte Rosa.
Il bianco e l'argento fanno da padrone durante l'inverno con un soffice manto innevato che ricopre il giardino rinascimentale.
E dopo il lungo riposo, in primavera assistiamo al risveglio della natura: germogliano le piante e riaprono gli occhi gli animali del parco, tutto intorno al castello si popola di nuovi colori, suoni e odori... È come se un pittore avesse usato tutte le tonalità presenti nell'arcobaleno per dare nuova vita allo scenario circostante.
Poi arriva lei, l'estate, quel tempo che coniuga una serie di fattori che rendono le persone felici, e il castello e tutto attorno diviene ancor più luminoso e dorato. I raggi del sole si posano ovunque e accarezzano l'erba verde smeraldo che rilascia un profumo caratteristico di questa stagione che si diffonde in tutto il castello grazie all'aria fresca e pura.

Il giardino - 1° terrazzo

Nel primo terrazzo di giardino è presente una vegetazione rigorosa dal quale emerge una maestosa Magnolia di oltre 200 anni. A farle compagnia troviamo l' Olea Fragrans che fiorisce diffondendo un profumo molto intenso, le Camelie che deliziano con una fioritura invernale e una primaverile, la Ginkgo biloba una pianta unica che in autunno regala al prato un manto di foglie giallo topazio, le Azalee con fioritura dai toni rosa e lilla in aprile e maggio, e dirigendoci verso la piccola grotta troviamo cespugli di Mahonia con fiori gialli e foglie spinose, che insieme alle Eriche e alle Primule disegnano un variopinto percorso floreale.

Il giardino - 2° terrazzo

A definire il perimetro del secondo terrazzo di giardino troviamo le Siepi di Bosso e le Rose mentre gli angoli ospitano i due alberi di Cachi. In questa verde area troviamo un bellissimo Melograno,alcune piante di Alloro e il Calycantus, albero che fiorisce a gennaio regalando un intenso profumo.

Il bosco e il parco

Nel bosco, Castagni, Robinie, Conifere, Carpini e vicino al laghetto, Taxodium Distichum (Sequoia) segnalato anche nel vincolo della Sovrintendenza.
Proseguendo verso ovest, si trova un Ciliegio che fiorisce tra marzo e aprile e attira nelle sue chiomeuna gran quantità di uccelli.
Il parco ha una composizione molto varia rappresentata da diverse specie tra le quali spiccano rovi, biancospini e sambuche.
Al suo interno trovano riparo diverse specie animali tra cui scoiattoli, qualche lepre, volpi, coniglietti selvatici, diverse specie di volatili inclusi falchetti e cucù. Alcune Querce Americane fanno da sfondo al grande pratone verso occidente.

Curiosità

Dall'alto del Castello, con lo sguardo rivolto verso il prato triangolare, è possibile ammirare una grande Quercia, nata da una ghianda presa in un giardino della Brianza e messa nel terreno dalla piccola Mina da Fontana nel 1961.